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Esperto inAccoglienza

Roberto Vaccà


Roberto Vaccà, direttore creativo, consulente in strategie di comunicazione, docente di tecniche pubblicitarie. Toscano d’origine, piemontese d’adozione.

Consiglio #1

L’eccellenza del sorriso

Il sorriso è la merce più rara per chi vive in città. Ancor più rara del vino e del cibo d’eccellenza, che possono essere esportati ovunque. Chi decide di muoversi cerca innanzitutto una relazione. Ci avete mai pensato? Quando si decide di andare (o tornare) in Provenza, in Grecia o in Sudafrica, si pensa a ciascuna di queste località come fosse una persona. Una persona con una profondità, una poesia, un’autenticità proprio come quella che ti capita di trovare (o di ritrovare) in un’amica. Quindi, più un territorio è vissuto come una persona di qualità, più avrà probabilità di incontrare altre persone di qualità. Ecco perché l’atmosfera d’accoglienza è un fattore strategico di successo. Ecco perché tra le tante eccellenze di questi territori va coltivata l’eccellenza del sorriso. Basta fare come le nostre colline: sorridono sempre. Un proverbio scozzese dice che un sorriso costa meno dell’elettricità, e dà più luce. Tenerlo sempre acceso fa bene all’anima. E conviene.

Esperto inPollice verde

Alessandra Aires


Alessandra Aires, architetto, si occupa di progettazione di paesaggio, parchi, giardini e piazze, riqualificazioni di spazi pubblici e recupero di aree dismesse. Presidente AIAPP Associazione Italiana Architettura del Paesaggio Piemonte e Valle D'Aosta, è nel Comitato Organizzatore del Congresso Mondiale di Architettura del Paesaggio Torino 2016.

Consiglio #1

Un paesaggio da bere

Il miglior consiglio per chi ama il verde e il paesaggio? La curiosità! Guardarsi attorno per conoscere cosa ci circonda, con sguardo attento e sempre curioso. Quale occasione più ghiotta dello scoprire il 50° sito italiano scelto dall’UNESCO per la sua prestigiosa lista del Patrimonio Culturale? Il riconoscimento premia il territorio e ci insegna come un buon paesaggio produca buoni prodotti, se il suo sviluppo è davvero sostenibile e rispettoso della natura, della storia, dell’architettura, della vita quotidiana dei suoi abitanti. La dimostrazione di come un buon paesaggio sia davvero un motore di sviluppo. Allora lasciamoci trasportare dalle strade curvilinee che si addentrano tra le vigne dei più importanti vini piemontesi e italiani, come il pregiato vitigno del nebbiolo, vitis vinifera, da cui in purezza nascono barolo, barbaresco, carema e nebbiolo, delizie per il palato e per tutti i sensi.

Esperto inSettore artistico

Bruna Biamino


Bruna Biamino è nata a Torino, dove vive e lavora. È fotografo professionista nel campo dell’architettura e della fotografia industriale. Da anni svolge un’intensa attività di ricerca sul paesaggio urbano. Sue fotografie sono conservate in numerosi Musei e Fondazioni in Europa e negli Stati Uniti.

Consiglio #1

Dietro l'angolo c'è qualcosa di bello

In ognuno dei paesi di Langhe Roero e Monferrato ci sono luoghi insospettabilmente belli, dalla navata della chiesa parrocchiale, al portone del castello, dal belvedere al giardino privato, un sentiero nelle vigne o nei boschi, un albero antico, una statua, un vecchio affresco su un pilone votivo. Cercare, scoprire o riscoprire le piccole (e grandi bellezze) che ci circondano, per poi comunicarle è di per sé un atto artistico volto alla comunità. Creare piccoli eventi per la valorizzazione di ciò che esiste, e inventare nuove ragioni per avvicinare le persone ad un luogo e alla storia che racconta. Progettare mostre tematiche che aggiungano valore ai luoghi, e che ruotino intorno al patrimonio artistico e paesaggistico.

Esperto inPulizia ambientale

Gianni Farinetti


Gianni Farinetti, scrittore, è nato a Bra nel 1953. Molti dei suoi romanzi sono ambientati nelle Langhe, l'ultimo è "Rebus di mezza estate" (Marsilio). Vive fra Torino e l'Alta Langa.

Consiglio #1

Il lusso del silenzio

Il vero lusso è gratis. Oggidì si associa il lusso ad alberghi sfarzosi moquettati in ogni angolo – non si è ancora arrivati al soffitto ma poco ci manca – o a sfilate di limousine lunghe come autobus fornite di bar, pellicce drappeggiate sui sedili e magari sventole di ragazze comprese nel costo del noleggio (o più in “piccolo” a rombanti SUV possibilmente con i vetri oscurati, il massimo dello chic). E, ancora, si confonde il piacere di aver speso bene i proprio soldi  con il far casino: musica a palla anche, se non soprattutto, in spiaggia; discoteche sul tetto di casa, sfrenate corse sul sopracitato SUV al ritmo dell’ultimo hit così da scoprire che il massimo della vita è vivere nello studio di X-Factor. Mi pare, invece, che il vero lusso oggi è quella cosa che molti definiscono, rabbrividendo, noia pura, cioè il vasto, arcadico silenzio nel quale ci si immerge trascorrendo un pomeriggio a passeggiare in un vigneto in campagna. Stando zitti a guardare.

Esperto inRecupero e valorizzazione

Carlo Tosco


Storico dell’architettura e del paesaggio, è docente al Politecnico di Torino e direttore della Scuola di specializzazione in Beni architettonici e del paesaggio.

Consiglio #1

La valorizzazione come integrazione di valori

La valorizzazione è un’attività che si esercita nei confronti del patrimonio culturale, nella prospettiva di promuovere e di rendere più fruibile un bene da parte di tutti i cittadini. Ogni azione di valorizzazione dovrebbe essere condotta come un progetto integrato, dove le diverse componenti del bene (la sua collocazione territoriale, i caratteri specifici, i significati simbolici, la consistenza materica, l’accessibilità, le relazioni con il paesaggio) vengono considerate in modo congiunto per favorire una sua corretta fruizione. I progetti più innovativi quindi non si limitano ad un intervento puntuale di salvaguardia, ma mirano a potenziare le capacità comunicative del bene, ad attivare un dialogo virtuoso tra i valori depositati nell’oggetto materiale e la comunità locale che custodisce e promuove il suo patrimonio.