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Arts sector

Dalla palestra abbandonata che diventa teatro va in scena la poesia della vigna

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Dalla palestra abbandonata alla sala prove che ospita corsi di teatro e spettacoli nel cuore del centro storico di Asti. Un percorso e un impegno delle Associazioni L'Arcoscenico e Casa del Teatro 3 che danno l'avvio alla stagione 2015/2016 con la produzione e la messa in scena, nella propria sede di Via Scarampi 20 completamente ristrutturata, di uno spettacolo dal titolo "Nella vigna dell'anima - Un viaggio nella poesia della fatica contadina", da un'idea e da un testo scritto da Carlo Cerrato che, tra dialoghi originali e citazioni da opere di autori celebri e altri meno noti, sottolinea il significato universale di valori legati alla civiltà contadina attraverso un percorso originale dal tempo della fuga dalla campagna al nuovo rapporto con la terra suggellato per il cuore del Piemonte vitivinicolo dal recente riconoscimento Unesco per i Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato. Lo spettacolo, prodotto in collaborazione con l'Associazione Gente&Paesi Onlus e presentato in anteprima alla stampa nella palestra recuperata, sarà proposto per rappresentazioni preferibilmente in contesti non tradizionali e in località significative dell'area Langhe-Roero e Monferrato e in rassegne e festival della stagione invernale e per tutto il 2016. Sulla piazza di un immaginario paese di vigne si incontrano un attore, due attrici e una giovane band. Sul tavolo del bar, molti più libri che bicchieri. Lui è stato rapito dalla lettura di un libro di viaggi sulle strade minori d'America, si fa chiamare Least Heat Moon (Luna del Caldo jr.) come l'autore, e racconta le sue fantasie un po' lunari alle due ragazze che in realtà sono una sola: le chiama infatti Last Moon (Ultima Luna) e Hidden Moon (la faccia nascosta della Luna). I ragazzi della Band (Med in Itali) prima ironizzano sulle chiacchiere dello strano personaggio in cerca di se stesso e della Luna dei suoi sogni, poi stanno al gioco e si fanno coinvolgere nel suo viaggio immaginario. Come le due facce della Luna, prima scettiche poi via via più coinvolte da racconti di vigna e di vino, di abbandono e riscoperta, di paure, ansie, speranze. Un viaggio fatto di suoni e parole d'autore, della poesia della fatica contadina senza tempo e senza confini. Un viaggio che parte da una vigna abbandonata d'America e approda ai Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato. Un racconto non convenzionale che accosta testi di scrittori molto diversi: premi Nobel accanto ad autori pressoché sconosciuti, in un percorso denso di emozioni. Si va dal tempo dell'abbandono delle campagne al nuovo interesse per la terra, alla riscoperta recente della vigna come patrimonio di cultura, materiale e immateriale, tra locale e universale: affiancando Guido Ceronetti e Arturo Bersano, Josè Saramago e Frederic Mistral, Pablo Neruda e Miguel Torga, Jorge Louis Borges e Gigi Monticone. Lasciando da parte, per una volta, le citazioni più ovvie e scontate.